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Alfred Hitchcock presenta

Alfred Hitchcock presenta


Preceduto dalla fatidica Marcia funebre di una marionetta di Gounod, dopo aver riempito con la sua presenza il profilo stilizzato e inconfondibile della sua figura, doppiato dall’inconfondibile voce di Carletto Romano, Alfred Hitchcock presenta alla sua maniera una serie che ha fatto epoca, in cui suspense e colpi di scena finali sono tra gli ingredienti del successo. Prima e dopo ogni episodio, il maestro del brivido commenta con lo humour che lo contraddistingue quello che il telespettatore vedrà o ha appena visto. In realtà si tratta di veri e propri trattati di sociologia di pochi secondi, scritti da James Allardice e girati, oltre che in Inghilterra, in Francia e in Germania: se al centro della vicenda vi è una rapina in banca, ecco Hitchcock vestito da banchiere che afferma che i veri ladri sono dietro lo sportello; un uomo vuole uccidere la moglie con un veleno per topi e il regista del Delitto perfetto appare nelle vesti di un agente della derattizzazione che sentenzia che niente uccide più del matrimonio. Altre volte ricompare per assicurare il pubblico che il colpevole è stato preso, “un inevitabile compromesso con la moralità”, come dichiarò a “Tv Guide”; nell’episodio intitolato Revenge afferma: “l’omicidio non paga nemmeno in tv, quindi largo alla pubblicità…”. Più che di veri e propri polizieschi si tratta, come avviene spesso nel cinema di Hitchcock, di racconti del mistero giocati su due elementi: la suspense e la sorpresa; il primo caso prevede che allo spettatore venga fornita un’informazione di cui è all’oscuro il protagonista, come a voler sollecitare chi guarda a mettere sull’avviso chi è in pericolo; nel secondo caso sia lo spettatore che il protagonista sono inconsapevoli di un risvolto della vicenda che viene rivelato solo alla fine, spesso con un netto rovesciamento delle certezze; in entrambi i casi le storie di Alfred Hitchcock presenta non sembrano mai prendersi troppo sul serio. Ecco così, in questo contesto, come mai non vi sia più quella netta distinzione tra “buoni” e “cattivi” tipica della fiction americana: il mondo di Hitchcock è ancora quello europeo, nel quale ogni storia racchiude un possibile sberleffo e un fondo nemmeno tanto nascosto di sadismo; lo sberleffo presuppone la sorpresa, il sadismo sta nell’accecare il protagonista di fronte a un pericolo che noi invece vediamo.

GLI EPISODI
Se dapprima gli episodi sono di mezz’ora (in onda sulla CBS dal 2 ottobre 1955), dopo l’ottimo gradimento l’appuntamento si sposta sull’NBC (dal 20 settembre del 1962), diventa di un’ora e cambia titolo: da Alfred Hitchcock presenta a L’ora di Hitchcock. Nonostante le puntate siano più di trecento, Hitchcock ne dirige solo una ventina in tre riprese: la prima tra la lavorazione di Caccia al ladro (1955) e La congiura degli innocenti (1955), la seconda tra Il ladro (1956) e La donna che visse due volte (1958), la terza tra Psyco (1960) e Gli uccelli (1963). Nell’episodio Il segreto di Dianne il maestro del brivido appare in una fotografia sulla copertina di una rivista. Tra il 1957 e il 1959 molti episodi vengono diretti da un Robert Altman in procinto di sedersi dietro la cinepresa di M.A.S.H. Una puntata è diretta da Ida Lupino. Numerose le star che impreziosiscono la serie, alcune di loro addirittura al debutto: Peter Falk nell’episodio Gratitudine, Steve McQueen e Peter Lorre ne L’uomo del sud, Robert Redford in The Right Kind of Medicine, Joanne Woodward in Momentum, Dick Van Dyke in Testamento, Peter Fonda in La vendetta. E la lista si potrebbe allungare: Charles Bronson, John Cassavetes, George Peppard, Vincent Price, Walter Matthau, Bette Davis, Roger Moore, Robert Duvall, James Caan, Gloria Swanson, Jayne Mansfield, James Coburn, Ed Begley, Christopher Lee, Burt Reynolds, Angie Dickinson, Leslie Nielsen, Claude Rains, Martin Balsam, Mary Astor, James Mason, il regista Sydney Pollack (davanti e dietro alla telecamera), sette attori cari a Hitch come Joseph Cotten (L’ombra del dubbio, Il peccato di Lady Considine), Vera Miles (Il ladro, Psyco), Ray Milland (Il delitto perfetto), Joan Fontaine (Rebecca, la prima moglie), Jessica Tandy (Gli uccelli), Martin Landau (Intrigo internazionale) e Bruce Dern (Complotto di famiglia), due future star della televisione come William Shatner (Star Trek) e Patrick Macnee (Agente speciale). E ancora, in seconda fila: Jack Klugman, Dick York, Ted Knight, Gene Barry, Ricardo Montalba´n, John Forsythe, Bob Crane, Barry Morse, Bob Newhart, David Carradine, Lee Majors, Peggy Lipton, Cloris Leachman e pure il produttore Aaron Spelling. Un episodio, The Sorcerer’s Apprentice, non è mai stato trasmesso perché i dirigenti della NBC lo giudicarono troppo “debole”. Norman Lloyd e Joan Harrison sono i produttori del serial che si è aggiudicato 3 Emmy Awards e un Golden Globe. Bernard Herrman, fedele collaboratore musicale di Hitch, è l’autore musicale; la celebre Marcia funebre di una marionetta è stata da principio arrangiata da Dave Kahn. Una nuova serie è stata prodotta nel 1985: le storie, che il più delle volte sono remake degli episodi originali, si aprono e si chiudono con i “siparietti” colorizzati del fu Alfred Hitchcock. Anche in questo caso non mancano le guest-stars: nell’episodio L’uomo del sud (che nella prima versione vedeva la coppia Lorre/McQueen) figurano John Huston, Tippi Hedren (la protagonista de Gli uccelli) e sua figlia Melanie Griffith (agli esordi da attrice).

 

Fonte: Dizionario dei telefilm Garzanti

One Comment

  1. Bello. Un’altra pietra miliare tra le tante serie “antiche”. Molte di quelle di adesso si beccano solo le pietre.

    Tra tutti i nomi che hai elencato come emergenti attori io ne ricordo forse il 20% eppure i telefilm li seguivo. Interessante vederli elencati tutti.
    Sempre bravo Ronaldo.

    G.

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