Torna Arrested Development, ne parla Tony Hale – pt 1
La notizia della scorsa settimana del rinnovo di Arrested Development per una nuova stagione in onda su Netflix nel 2013 ha permesso finalmente ai numerosi fan della comedy di sfogare tutta la loro gioia su Internet, dopo cinque anni di montagne russe – da quando FOX decise di cancellare lo show a causa delle medie d’ascolto basse nonostante l’ovazione della critica (incluso un Emmy come migliore comedy). Voci sulla possibilità del ritorno sullo schermo (piccolo o grande) della famiglia Bluth si sono rincorse per tutto questo tempo. La recente bella notizia ha incoraggiato il magazine Entertainment Weekly a raggiungere Buster Bluth, alias Tony Hale, per una chiacchiera. Della lunga attesa che ha preceduto il ritorno di Arrested Development, Hale ha detto ridendo: “In una situazione analoga, Buster sarebbe finito in ospedale”. E cos’altro ha detto Hale dell’ossessione del suo educato personaggio nei confronti della madre? Rivedremo Lucille 2 (Liza Minnelli)? E qual è stata finora la sua scena preferita nei panni di Buster?
Prima di conoscere le risposte a queste e ad altre domande, chi non ha seguito in tv Arrested Development – durata tre stagioni, circa una cinquantina di episodi – ha bisogno di sapere che la serie ruota attorno ai Bluth, una famiglia disfunzionale della California. Michael (Jason Bateman), il più responsabile del clan, padre single alla disperata ricerca di una donna, si ritrova improvvisamente a capo dell’impresa di famiglia dopo che il padre (Jeffrey Tambor) finisce in prigione con l’accusa di evasione fiscale. Dopo anni di comodità e sperperi, tanto della madre (Jessica Walter) quanto dei fratelli, Michael si trova costretto ad assumersi responsabilità che non vuole, tagliare loro i fondi e allo stesso tempo prendersi cura del figlio adolescente (Michael Cera), un disadattato con una cotta per la cugina (Alia Shawkat). Tuttavia, nessuno in famiglia è disposto a rispettare le sue nuove regole. La madre e la sorella (Portia de Rossi) sono delle fanatiche dello shopping, mentre né il fratello maggiore Gob (Will Arnett), un illusionista mancato con il complesso d’inferiorità, nè il fratello minore Buster, un “mammone” viziato in combutta con il ragazzino coreano adottato dalla madre, hanno un lavoro e quindi sono autosufficienti. Un vero impiego non c’è l’ha neppure suo cognato, Tobias (David Cross), che ha la fobia della nudità (si fa la doccia con un paio di short da donna) e trascorre la maggior del tempo con il corpo ricoperto di vernice blu. [continua]
Fonte: comingsoon.it




