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La top ten 2011 secondo comingsoon – pt 2

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5. Fringe (FOX)

Sopravvivere ai margini della programmazione, mai ricompensata dal pubblico nella misura in cui merita, non ha impedito a Fringe di espandere la sua complessità mistica. La serie co-ideata da J.J. Abrams non si piega ad alcuna politica televisiva, e coraggiosamente continua a dare un senso di umanità mai visto prima alle storie di fantascienza, imbastendo una trama complessa e sorprendente, che in ogni momento ha molto chiara la strada da percorrere. Fringe è un gioco tra linee temporali differenti che dalla conclusione di X-Files credevamo possibile soltanto a un’entità divina.

4. Parks and Recreation (NBC)

Non lasciate che l’aspetto rurale di Pawnee vi distolga dal vero motivo che rende Parks and Recreation in assoluto la comedy migliore e più divertente della tv: i funzionari di questa piccola città. Un gruppo di collaboratori e amici che cerca disperatamente di essere omogeneo. Il risultato, però, è una confusione non controllata che trasforma ogni evento o progetto in uno sviluppo violentemente dissacrante. Non c’è un solo personaggio sacrificabile: dall’eternamente ottimista Leslie (Amy Poehler, una delle migliori attrici comiche della sua generazione), all’ambizioso Ron (Nick Offerman). Ancora una volta NBC con Parks and Recreation crea un universo surreale e folle.

3. Breaking Bad (AMC)

Breaking Bad non sa come tradire le aspettative, neppure dopo quattro stagioni. La favola oscura di Walter White (Bryan Cranston) raggiunge nuovi livelli di stupore nell’esplorazione del gelido rapporto tra questo disperato professore e padre di famiglia e il boss Gus Fring (Giancarlo Esposito, nella migliore interpretazione della sua carriera), terrificante nel modo in cui muove la sua pedina. AMC riesce nell’impossibile: creare un anti-eroe più affascinante di Dexter, narrando situazioni che dovrebbero far paura invece attraggono il pubblico nell’esistenza straziante di un uomo che non ha nulla da perdere. Il letargo di Mad Men rende la sceneggiatura di Breaking Bad ancora più eccezionale e imperdibile.

2. Il Trono di Spade (HBO)

Traboccante di storie complesse e personaggi intriganti (adulti, bambini o nani è indifferente), Il Trono di Spade è già una saga epica, dopo una sola stagione, nonché l’omaggio migliore che la tv potesse offrire al genere fantasy, così amato dai lettori e dai “cinepatici”. La serie, basata sui romanzi di George R.R. Martin, catapulta lo spettatore in un mondo monumentale, la cui ricca tradizione e i complessi rapporti tra i popoli fortunatamente non appesantiscono il racconto. I dialetti, l’attenzione prestata alla quotidianità e ai momenti di intimità, e la perfezione di ogni dettaglio estetico, anche il più piccolo, rendono Il Trono di Spade incredibilmente realistico e abbagliante.

1. Homeland (Showtime)

Semplicemente la miglior nuova serie drammatica dell’anno. Attuale è attenta come nessun altro show post-11 settembre, Homeland cavalca avvenimenti storici come il decimo anniversario del tragico attentato terroristico e la morte di Osama bin Laden per avviare una storia impressionante, magistralmente interpretata da Claire Danes, Damian Lewis e Mandy Patinkin. Un thriller psicologico che gioca volontariamente con le nuove paure del popolo, in primis quello americano, eppure ipnotica per la sua intensità, dal principio alla conclusione. Gli ideatori di Homeland Howard Gordon e Alex Gansa (un tempo dietro le quinte di 24) sono riusciti a formalizzare una riflessione attenta sul ruolo che la sensibilità umana interpreta nella guerra del terrore, tracciando con decisione i contorni di questa brillante e imprevedibile agente divorata dal dubbio che l’eroe di guerra rientrato in patria possa essere una cellula dormiente di una nuova fase del terrorismo mondiale.

 

 

 

Fonte: comingsoon.it

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