In attesa dei 69imi Golden Globe si rende omaggio a Downton Abbey
Domenica a Los Angeles la cerimonia di consegna dei premi per il cinema e la televisione. Fra i favoriti, la serie inglese già vincitrice di sei Emmy. E Vogue la consacra con un servizio fotografico. È tutto pronto per il gala di domenica (in Italia va in onda su E! Entertainment Television, il canale 129 di Sky): la 69ma edizione dei Golden Globe sarà presentata dal terribile Ricky Gervais: il film superfavorito è appunto The Artist, un tributo alla Hollywood degli anni d’oro degli inizi del cinema, candidato fra le migliori commedie e musical oltre che per la miglior regia, migliore sceneggiatura, migliore attore protagonista in comedy o musical, Jean Dujardin, migliore attrice non protagonista, Berenice Bejo, e migliori musiche. Da sempre considerati anteprima degli Oscar, i Golden Globes premiano anche la qualità televisiva: non a caso sono candidati, nelle varie categorie, prodotti d’autore come “Boardwalk Empire”, “American Horror Story”, “Downton Abbey”, “Game of Thrones”, “Homeland”, “”Glee”.
Ma quella di domenica non è solo infatti una notte dedicata al cinema; i giornalisti stranieri premiano anche le migliori serie televisive. In attesa del verdetto, sabato Retequattro riproporrà con una maratona (dall’1.30 alle 7 del mattino) l’intera prima stagione della pluripremiata serie inglese “Downton Abbey” (si è già aggiudicata sei Emmy). Ai Golden Globe, la serie ideato da Julian Fellowes (autore di “Gosford Park” di Altman) sull’aristocratica famiglia di Lord Grantham, è in lizza in quattro categorie: miglior miniserie, miglior attore protagonista (Hugh Boneville), miglior attrice (Elizabeth McGovern), miglior attrice non protagonista (Maggie Smith). Critiche entusiaste, cura dei dettagli e un gusto per i costumi squisito: il britsh style impazza e fa impazzire gli americani. Vogue ha dedicato alla serie pagine entusiaste, spiegando come la moda dei primi anni del 1900 abbia influenzato le collezioni di quest’anno: la bellezza sensuale e aristocratica delle ragazze Crawley, vestite con gli abiti d’epoca ricamati, rivive nel servizio di moda in cui le attrici indossano preziosi abiti da sera firmati Alberta Ferretti e Julien McDonald.
“Downton Abbey fashion, from costume to the runway” ha titolato il Washington Post sottolineando come un filo sottile abbia legato la moda aristocratica rilanciata dalla fiction alle passerelle; cappotti avvolgenti, cappelli, abiti scivolati. Il New Yorker rende omaggio al kolossal, analizzandolo come un vero fenomeno di costume, che va oltre la televisione. “Downton Fever” s’intitola l’articolo in cui parlano i protagonisti. Elizabeth McGovern, che interpreta la contessa di Grantham, ricca americana sposata dall’elegantissimo Robert Crawley (interpretato da Hugh Bonneville), spiega come “gli americani siano sempre stati affascinati dagli inglesi, e penso che gli inglesi siano affascinati dagli americani. Siamo così simili e così profondamente diversi”. Highclere Castle, nel Berkshire, utilizzato per le riprese esterne di “Downton Abbey”, così come per la maggior parte delle riprese degli interni, è diventato meta di pellegrinaggi: un giorno da vero aristocratico non si nega a nessuno.
Fonte: kataweb





Veramente tanto bella.